Fatti un business con le tue mani!

Sacco21

A New York c’è già una fiera da qualche anno.  Anche in Egitto  organizzano un evento nel mese di ottobre. E come promette “The Economist”, il fenomeno si espanderà presto in tutto il mondo.

Sto parlando dei “makers” o, per capirci meglio, di coloro che scelgono di ricorrere all’autoproduzione per iniziare la propria attività imprenditoriale. In America hanno dato vita ad un vero e proprio movimento che unisce chi si dedica all’autoproduzione di vestiti, a chi si occupa di coltivare verdure nel suo orto domestico, a chi crea nuovi strumenti elettronici, assemblando vecchi hardware.

Un business che è la risposta a due esigenze del nostro tempo. La prima è la ricerca di un lavoro, per fronteggiare una delle peggiori crisi di occupazione del mondo occidentale. L’altra di natura psicologica. Immersi in una realtà in cui tutto è digitale, l’autoproduzione è, infatti, la reazione dell’anima artigiana dell’uomo, del suo bisogno di realizzare qualcosa con le proprie mani. Tante le sfide per chi decide di immergersi in questo campo.  Sulle spalle di chi autoproduce, infatti, pesano tutte le fasi della produzione: dall’ideazione, alla realizzazione pratica fino alla distribuzione.

Prima sfida: come finanzio la mia idea?

La quasi totalità di chi autoproduce, per finanziare la sua idea ricorre a risparmi personali.  Nella speranza che il successo di un’iniziativa attiri l’attenzione degli investitori e, soprattutto, delle banche.

Seconda sfida: come distribuisco il mio prodotto?

Questo è senza dubbio l’ostacolo maggiore. Tanto che si può dire che è proprio questa fase il vero banco di prova per l’autoproduttore. Puoi avere tra le mani il prodottomigliore del mondo ma se non trovi il modo per raggiungere i tuoi utenti non vai da nessuna parte!

 La svolta si chiama Web

La rivoluzione è rappresentata da Internet e dai social media. Qui si aprono possibilità infinite per instaurare un contatto diretto con il consumatore. Anche se la Rete è un oceano e bisogna saperci navigare!

Una storia di chi ce l’ha fatta

I casi di chi ce l’ha fatta sono tanti. Soprattutto tra le donne che sembrano essere quelle che meglio si sono adattate a questa tipologia di business.

Come ci insegna la storia di Camilla Vinciguerra, fashion designer, che è partita proprio da una forma di autoproduzione fino a meritarsi uno spazio all’interno di prestigiose riviste di moda.

Siamo andati a farle qualche domandaper conoscere dalla sua voce la sua esperienza.

Fare affari nel mondo della moda, un settore così esclusivo ed elitario, non è certamente semplice. Lei come ci è riuscita?

Il mondo della moda oltre ad essere esclusivo è molto sviluppato questo significa che ci sono però nicchie di mercato vuote, nelle quali si può entrare con prodotti innovativi, che seguono però anche le attese di chi compra.

Quali i maggiori ostacoli che ha dovuto superare?

La gerarchia! Le persone che con fatica occupano oggi ruoli di coordinamento, salvo eccezioni, sono poco disponibili ad investire sui giovani.

Come  è nata questa sua passione per moda e design?

E’ nata quando a 7 anni ho iniziato a sfogliare riviste patinate, la bellezza e l’eleganza delle donne è diventata per me una missione, quando una donna si sente bella e sicura può conquistare il mondo.

L’autoproduzione può essere una risposta concreta alla crisi?

L’ auto produzione è una parola che può far nascere equivoci. Io mi occupo di tutto, non ho un organizzazione stabile ma prelevo quando serve i servizi e le esperienze di altri piccoli imprenditori, di esperti e di bravi artigiani. Una sintesi? continuare a tagliare i costi alzando la qualità.

C’è qualcuno che l’ha aiutata a finanziare il suo progetto?

Molto poco la mia famiglia. Ho provato ad andare in banca ma mi hanno fatto sentire un rapinatore, sono riuscita anche a strappare sorrisi freddi quando ho dichiarato di avere poche garanzie da dare.

Ci parli dell’importanza del passaparola in un’attività come la sua?

E’ la chiave, oltre alle persone soddisfatte del mio lavoro Facebook e i social network sono una calamita.

Qual è stata finora la più grande soddisfazione nel suo lavoro?

Quando per la prima volta ho visto una mia idea, concreta, realizzata e indossata.

Come vede la sua attività tra dieci anni?

Credo nel mio successo ma non voglio perdere la capacità di innovare e il contatto diretto con il pubblico.

Ultima domanda. Ci dà qualche consiglio per chi, come lei, vuole diventare una fashion designer? Quali sono le cose da fare. E soprattutto da non fare?

Non farsi scoraggiare dal cinismo degli altri, essere instancabile nel cercare soluzioni alternative davanti alle porte chiuse.

La carriera di Camilla Vinciguerra in pillole:

  • A sette anni ha iniziato a prodursi da sola i vestiti
  • Ha studiato Fashion design alla Marangoni
  • Stage nelle Maison di Moda
  • Inizia  a fare vestiti per lei, le sue amiche, le loro mamme
  • Crea il sito www.camillavinciguerra.com
  • Usa il passaparola e la Rete come veicoli principali di promozione

 Giancarlo Donadio


  1. Diana09-13-2012

    La comunità italiana dei makers è in forte espansione, con numerose eccellenze…e voi chi andate ad intervistare? l’ennesima milanese figlia di papà…ma avete dato un occhiata ai suoi lavori? credo proprio di no, altrimenti non l’avreste intervistata…

    “Credo nel mio successo ma non voglio perdere la capacità di innovare e il contatto diretto con il pubblico” ma chi è Giorgio Armani?

    “E’ nata quando a 7 anni ho iniziato a sfogliare riviste patinate, la bellezza e l’eleganza delle donne è diventata per me una missione, quando una donna si sente bella e sicura può conquistare il mondo.” sarebbe stato meglio se avesse passato il suo tempo al parco a giocare a nascondino…

    • giovanna_s.09-13-2012

      Cara Diana, grazie per il commento :-) Se hai suggerimenti su chi indicarci , non sono ben accetti, ma doverosi! :-) Un saluto. Giovanna – Millionaire Team

    • giovanna_s.09-14-2012

      In ogni caso la Signora Vinciguerra è una professionista nel suo settore, ovviamente non l’unica, ma è una persona sicuramente valida e anche il suo lavoro lo è. Del resto è stata intervistata anche da Glamour e da altre realtà, e non credo che noi e gli altri dovremmo essere tacciati di superficialità per questo. Grazie ancora per il tuo commento. Giovanna – Millionaire Team

  2. Cristina09-13-2012

    Ahahah ma dove l’avete scovata? alla fermata del pullman????

    • giovanna_s.09-14-2012

      Non credo cara Cristina, va bene che esiste il giornalismo d’assalto, ma almeno per ora, non abbiamo ancora sposato un approccio del genere :-) Giovanna – Millionaire Team

  3. Roberto10-13-2012

    Chiunque abbia realizzato qualcosa nella vita, è degno di ammirazione,non è importante il carattere,può anche essere la più arrogante del mondo, è il risultato che conta!!E se questa persona è riuscita a creare qualcosa beh buon per lei!!

  4. eurorisparmio05-29-2013

    Ottime soluzioni aziendali complimenti staff eurorisparmio.com

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