Google lancia Ingress: gioco che spinge le persone in strada

Ingress

Un gioco che trasforma la realtà in una guerra virtuale. Google prova ancora una volta a stupire i suoi utenti e lancia “Ingress”,un’app per dispositivi mobili che coniuga la geolocalizzazione e street view (le mappe online in 3D) in un gioco interattivo che pare già incontrare il favore degli utenti. Basta dare un’occhiata allo store di Google play e leggere le recensioni dei fortunati che hanno già scaricato l’app e ricevuto il codice di gioco.

Ecco un video di anteprima:

Il gioco è un multy-player, è gratuito ed è stato sviluppato da Niantic Labs, team di Google che si occupa della creazione di app per smartphone. È possibile scaricarlo su Google play, anche se per ora è disponibile esclusivamente per dispositivi Android.

“Ingress” si basa sulla premessa che una strana energia capace di controllare le menti delle persone sia stata scoperta da alcuni scienziati europei.

La base del gioco è la lotta tra due fazioni che tentano di accaparrarsi il controllo di città, nazioni e continenti: da un lato gli Illuminati (Enlightened), che desiderano far aumentare il potere di quest’energia, dall’altro la Resistenza (Resistance) che lotta per difendere e proteggere ciò che è rimasto dell’umanità.

La particolarità di “Ingress” è che a differenza degli altri, è un gioco davvero mobile, che spinge le persone a uscire di casa per partecipare. La catchphrase utilizzata dal colosso americano è infatti “It’s time to move”, è tempo di muoversi.

Viviamo nel mondo dell’informazione sovrabbondante e dell’ubiquità computazionale – perché non giocarci dentro? Per la prima volta, il mondo, e non uno schermo, può diventare la base per un gioco mobile.

Così ha dichiarato John Nanke, capo di Niantic Labs, a Mashable.

In che modo tutto questo può diventare realtà?

L’app richiede che i giocatori escano di casa per sbloccare nuove funzionalità, armi e avventure. Per controllare e catturare i “portali”, ad esempio, bisogna spingersi verso luoghi in cui si sviluppa la creatività, come musei e librerie. Una volta conquistati e connessi tre portali, potrai rivendicare una regione come tua.

La localizzazione geografica è il futuro

Le geolocalizzazione è un fenomeno in grossa crescita, anche nel mondo del marketing. Rendendo il mondo lo scenario del proprio gioco, Google potrebbe essere in futuro interessato a sponsorizzare questo o quel rivenditore come portale o come luogo per ottenere armi e potere.

Funzionerà? Tutto dipende dalla risposta degli utenti e dalle innovazioni che via via il Niantic Labs sarà in grado di inserire.

Quello che sembra certo è che il marketing geolocalizzato è una frontiera a cui presto o tardi arriveremo. Una recente ricerca realizzata dall’Economist Intelligence Unit – commissionata da Mastercard – prevede che entro il 2020 il mobile commerce, anche in Italia, avrà una rilevanza strategica per tutti i rivenditori e che la localizzazione geografica sarà uno strumento di marketing imprescindibile, ad esempio per offrire sconti a chi si trova nei pressi di un determinato store.

Se sarà un gioco o un social network (come il caso di LeavOn che vi abbiamo mostrato qualche tempo fa) a vincere la partita sulla geolocalizzazione, lo vedremo. Quel che è certo è che vedremo altri esperimenti simili.

 

Che ne pensi i Ingress? La geolocalizzazione sarà il futuro del marketing? Postaci i tuoi commenti.

 

Gennaro Sannino


  1. Sarà una nuova soluzione per geolocalizzare meglio gli utenti, profilare maggiormente i target e fornire ads sempre più specifici e mirati?

    • Gennaro Sannino11-19-2012

      L’idea è quella Antonio. C’è chi ipotizza che se un giorno il gioco prenderà davvero piede, molte imprese saranno interessate a diventare parte attiva al gioco, fornendo i propri spazi come location delle partite, offrendo magari degli sconti particolari a chi raggiunge determinati obiettivi o proponendosi come base per qualcuna delle fazioni in gioco. Immagino che soprattutto i negozi di elettronica potrebbero essere interessati all’argomento. Il futuro però è ancora tutto da vedere: la geolocalizzazione sembra essere la next big thing. Quale sarà la strada per arrivarci è da vedere…

      Grazie per il commento, a presto

      Gennaro

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