Un artista ai tuoi piedi

Calzolaio 807x605

«La mia passione è da sempre la scarpa classica da uomo. Ho imparato da mio padre. E da grandi artigiani che si rivolgevano a lui per le calzature ortopediche». Simone Peron ha 36 anni, ha cominciato a 17. La rivista Rob Report l’ha inserito nella classifica dei 14 migliori calzolai al mondo. Figlio d’arte, nella Peron & Peron (www.peron-e-peron.com), a Bologna, collabora con il padre Bruno, 62 anni. Fa un mestiere che oggi raggruppa professionalità diverse. Calzolaio, ciabattino, riparatore di scarpe non sono sinonimi per indicare un lavoro di altri tempi, che nessuno fa più. Certo, quella che va svecchiata è l’immagine, ma molta strada è stata fatta. Il calzolaio di oggi è un artigiano-artista, che sa ascoltare il cliente, capirne le esigenze e la conformazione del piede, comprese le anomalie, trasformare le sue accurate misurazioni e osservazioni in un modello che diventa forma. E su quella forma costruisce una scarpa bella, su misura, con pelle e cuoio di qualità, dalla tomaia alla suola. Il calzolaio si occupa anche di manutenzione e riparazione, ma queste sono le attività tipiche del ciabattino, il tecnico che ripara le scarpe con pelle, cuoio e gomme. Il riparatore, invece, fa interventi rapidi: risuola o cambia i tacchi. Spesso la loro attività si abbina alla duplicazione delle chiavi. Fanno parte di quei servizi di utilità rapidi, che danno al cliente del centro commerciale una riparazione standard nel tempo della spesa o poco più, a tariffe stabilite. Oggi, c’è una rete nazionale che fa affiliazioni, la Presto Service (www.prestoservice.it), ma la maggioranza di iniziative sono di singoli imprenditori.

I calzolai storcono il naso. In effetti, il loro mestiere richiede creatività, competenza e lunghi anni di apprendistato. Mentre per imparare l’abc delle riparazioni rapide con colle e chiodi bastano pochi giorni di corso. «Gli artigiani che fanno scarpe su misura. soprattutto da uomo, sono ormai solo  poche decine» spiega Antonio Franceschini, responsabile nazionale Cna Federmoda (tel. 06 441881/44188264, www.cna.it/federmoda).

«La richiesta del servizio è in aumento: il consumatore pone maggiore attenzione al proprio stile di consumo. Dal punto di vista della formazione, sono presenti realtà anche qualificate, ma per apprendere l’arte della produzione su misura, rimane la bottega la vera scuola».

Che cosa fa del calzolaio un artista? «Umiltà. Mai pensare di essere un maestro. Voler imparare ogni giorno qualcosa di nuovo, a livello tecnico. Passione. E la convinzione dell’utilità di quello che si fa» continua Simone Peron. La sua azienda ha solo un dipendente, oltre i titolari, e 14 collaboratori specializzati in alcune fasi della lavorazione. Ha ricevuto riconoscimenti per la qualità del lavoro e l’immagine del prodotto. Oltre a costruire scarpe in Italia, Simone viaggia periodicamente e riceve clienti, raccoglie misure e ordini e consegna le sue scarpe presso negozi di sartoria su misura, a Londra, Istanbul, Mosca, Amsterdam e Tokyo.

Come si costruisce una scarpa? «Per prima cosa si misura il piede e si prende nota delle anomalie ortopediche. Poi si costruisce la forma». Ogni calzolaio ha più forme di piede, in faggio o materiali plastici. Costano intorno a 25 euro. La forma viene modificata con spessori o intagli e limature. E resta, per costruirci su eventuali altre scarpe per lo stesso cliente.

Nel 2004 il Cnr sviluppò un progetto per un robot in grado di fare una scansione del piede umano e realizzare scarpe su misura. Il servizio fu testato anche presso il Museo internazionale della calzatura Pietro Bertolini di Vigevano (Mi, tel. 0381 693952), ma non ebbe uno sviluppo industriale. Altra fortuna ha avuto invece l’applicazione di software per il disegno 3D, oggi usato da chi si occupa di design industriale della scarpa. «La gente deve sapere che questo mestiere esiste. Oggi accontentiamo solo una nicchia di mercato, ma crescerebbe se ci fossero più calzolai. E ci sarebbe lavoro per tutti». Nella sua bottega, ha accolto aspiranti da tutto il mondo, compresi stagisti di una prestigiosa scuola giapponese.

Come si attrezza un laboratorio di calzolaio? «Il calzolaio lavora seduto, raccolto sulla scarpa, piena della forma, con un banchetto alto al massimo 60 cm. Il ciabattino, invece, lavora in piedi, utilizzando un piantone per sostenere la scarpa vuota. Gli attrezzi fondamentali sono il trincetto, un cutter con lama, le tenaglie, il martello, la lesina, che buca la pelle e fa passare il filo. Poi ci sono la spazzolatrice e lo spazzone, per la lucidatura della suola e del tacco. Lo smeriglio, per sgrossare il cuoio, cartavetrata per le finiture. L’attrezzatura: l’investimento non supera 10mila euro, per tutto. Ma può essere più basso per attrezzature usate o semiprofessionali». Tra i produttori, si segnala un’azienda storica, che porta il nome del protettore dei calzolai, La San Crispino di Oltrona San Mamette (Co, tel. 031 934442, www.lasancrispino.it). Per conoscere anche altri produttori del settore, si può visitare una fiera specializzata, come il Salone internazionale delle macchine per calzaturifici (Smac) a Civitanova Marche (Mc). Prossima edizione: dal 7 al 9 maggio 2010. (www.erf.it). Ma quanto si guadagna a fare il calzolaio? «Ho visto tanti aprire, tanti chiudere. Il ciabattino ha più opportunità di farcela, oggi. Il calzolaio deve avere da parte una cifra che copra i mancati guadagni di almeno due anni, che è il minimo per iniziare a imparare il mestiere e fare pratica coi primi lavori. Per diventare bravi, ne servono almeno cinque. Un’idea? Calcolare di avere un gruzzolo pari allo stipendio di un operaio (1.200-1.600 euro) più le spese di gestione mensili, cioè 2.400 euro per 24 mensilità. Quindi, poco meno di 58mila euro. A questi si devono aggiungere i materiali di consumo e le forme: circa 20mila euro, per un calzolaio. Poche centinaia di euro per un ciabattino. Un bravo calzolaio può guadagnare da 250 a 30mila euro al mese. All’estero, chi lavora bene si rende appetibile per una collaborazione con sarti su misura. In Italia, purtroppo, spesso tutto si risolve in una richiesta di percentuale su ogni lavoro che il sarto passa al calzolaio.

Burocrazia

Si apre un laboratorio artigianale, con Partita Iva e iscrizione alla Camera di commercio, e lo si comunica al Comune. L’Asl verifica solo la presenza di pulsanti di sicurezza sulle apparecchiature e l’eventuale uso di colle. «Consiglio comunque di aderire a un’associazione di categoria. Io ho fatto parte di Confartigianato, ma ora mi trovo molto bene con la Cna, dove c’è uno staff competente per le problematiche della categoria. Solo attraverso un’associazione si riescono a ottenere finanziamenti a tassi agevolati» dice Peron. Alla Cna fa capo Federmoda pelle cuoio e calzature, tel. 06 441881, www.cna.it/federmoda

la formazione

> In bottega

› Giacomo Fiorello di Novara, calzolaio da 50 anni, è presidente dell’Università dei Calzolai. «Nel 1279 eravamo in 200. Oggi siamo solo in 45, tra Novara e Verbania. Il nostro mestiere sta morendo. Se ci fosse reale interesse, potremmo organizzare corsi». Collaborerebbe all’iniziativa la Confartigianato locale (tel. 0321 661111, www.artigiani.it/html/calzolai.php). Chi è interessato, scriva a: info@artigiani.it.

› La Regione Piemonte sta organizzando Bottega Scuola, un programma per disoccupati tra i 18 e i 35 anni interessati al lavoro nelle botteghe artigiane, comprese quelle di calzolai eccellenti. INFO: www.regione.piemonte.it

› La Bottega degli Artigiani, Foggia. Due giovani riparatori di scarpe e borse vogliono insegnare il mestiere e creare occupazione nella loro zona. Offrono corsi professionali di 40 ore per 130 euro e la possibilità di avviare altri punti in franchising, con investimenti tra 10mila e 20mila euro. www.labottegadegliartigianisnc.it

> A scuola

› Anci-Associazione nazionale calzaturieri italiani. Dà informazioni agli agenti tecnici delle calzature, modellisti di scarpe, venditori. Tel. 02 438291, www.ancionline.com

› Ars arpel School, Milano. Scuola per modellisti-stilisti della calzatura. Da quattro giorni a tre mesi, da 2.500 euro a 8.000 euro. Tel. 02 319121, www.arsarpel.it

› Istituto di Moda Burgo, Milano. Corso di Design di calzature. 330 ore, 3.700 euro. Tel. 02 783753, www.imb.it

› Modartech, Pontedera (Pi). Istituto di formazione professionale, organizza corsi su tutto il processo produttivo. Shoe designer: durata otto mesi, costo 5.900 euro. Progettazione cad 3d della calzatura, moduli di 50 ore, 2.000 euro. Corsi personalizzati, da 2.000 a 2.500 euro. Stage formativi nelle aziende. Tel. 0587 58458, www.modartech.com

› Shoe Modelling, Monsummano Terme (Pt). Il design Pietroluigi Lunardi, organizza un corso per modellista calzature. 120 ore, 3mila euro. Tel. 335 5248238, www.shoemodelling.com

› Accademia della moda,  Frattamaggiore (Na). Corso di modellismo base, 12 mesi, frequenza serale, 2.930 euro. Tel. 081 8317962.

Testimonianza

«Sono il più giovane calzolaio d’Italia e me ne vanto»

«Per me le scarpe sono una passione, da sempre. A 20 anni, ho aperto il mio negozio da solo. Nella mia famiglia, mi scoraggiavano tutti. Secondo loro il mestiere era destinato a scomparire, ma io ho tenuto duro. Mio nonno, che faceva le scarpe a domicilio, mi diceva invece: nulla è impossibile. E cosi è stato». Roberto Rolle, 26 anni, è titolare del Risuolificio San Crispino a Torino. «Lavoro molto, anche 12 ore al giorno. E non ho fatto le ferie per anni, per far decollare il mio negozio. Ora ho tutto quello che voglio: guadagno per mantenermi e soprattutto mi dedico alla mia passione, le scarpe» spiega Roberto Rolle (foto sopra). Una scarpa su misura costa da 120 a 400 euro. Per le riparazioni, si parte da 5 euro per un tacco a spillo, fino a 20 per tacco e suola. «Dopo almeno tre anni, per la formazione, se lavori bene puoi guadagnare 1.500-2.000 euro al mese». Per attrezzare il suo laboratorio, 35 mq, Roberto ha speso circa 10mila euro. La bottega di Rolle ha avuto il riconoscimento dell’eccellenza artigiana della Regione Piemonte. Rolle vuole che altri si dedichino alla sua attività. E tiene corsi a basso prezzo. «In 15 giorni, possono capire com’è il mestiere. E decidere se dedicarsi a esso. Qualcuno si fermerà alle riparazioni base. Altri, con passione, si formeranno come calzolai». 15 giorni introduttivi costano 250 euro, poi altri moduli costano 70 euro l’uno. E dall’anno prossimo accoglierà apprendisti con borse di studio. Piccole cifre per cominciare? «A chi vuole, propongo un kit da 700 euro di materiali e attrezzi per iniziare l’attività. Le attrezzature professionali si possono acquistare anche poco alla volta, con investimenti da 1.500 a 30mila euro». Un chiarimento: in negozio non si possono vendere che le scarpe artigianali e materiali di consumo (lacci, sottopiedi). Non si emettono scontrini, ma solo ricevute generiche, che l’artigiano usa per la sua contabilità, registrando sul registro dei corrispettivi. L’Iva si calcola sul fatturato mensile. INFO: tel. 340 9490814, www.risuolificiosancrispino.it

Millionaire 3/2010