Vice presidente di Amazon, Diego torna in Italia per digitalizzare il Paese

«Dopo 16 anni in Amazon, è arrivato il momento di occuparmi del Paese nel quale sono nato e ho vissuto 40 anni della mia vita» spiega Diego Piacentini, senior vice president in Amazon, torna in Italia dopo la nomina del Governo di commissario della digitalizzazione: si occuperà di facilitare la digitalizzazione del Paese, partendo dalla pubblica amministrazione.

Ma chi è Diego? 55 anni, laurea alla Bocconi, arriva in America a 17 anni dove gli viene assegnata una borsa di studio per Olympia, capitale dello Stato di Washington, a 50miglia da Seattle: «L’America che trovai era ben diversa da quella che avevo in testa. Noi siamo abituati agli Stati Uniti urbani di New York, Chicago. Io sono arrivato nello sperdutissimo nord-ovest, in una città di 10mila anime. Fu uno shock culturale, l’impatto con la vita rurale, della provincia. Arriva che parlavo ben poco di’inglese. Conoscevo la letteratura inglese meglio degli studenti americani. Però non riuscivo a ordinare un panino. Ci misi quattro mesi ad avere un inglese colloquiale» racconta a Repubblica.

In Apple lo “scontro” con Steve Jobs. Nel 1987 Diego è pronto per il primo grande salto. Viene assunto in Apple, dove lavora prima amministratore delegato per l’Italia, direttore commerciale e poi vice presidente e general manager per l’Europa. Nel 2000 riceve l’offerta di Amazon e lui stesso ha raccontato di come Steve Jobs avesse provato a dissuaderlo: «Visto che non riusciva a convincermi a rimanere, inizio a parlare male di Amazon, chiedendomi per quale follia volessi abbandonare Apple, che stava reinventando i computer, per infilarmi in una noiosa impresa di commercio online».

La scalata in Amazon. Una volta in Amazon Diego mostra subito il suo valore e contribuisce in modo determinante alla globalizzazione della piattaforma: dai servizi cloud alla produzione di tablet e lettori per libri digitali. Ricopre vari ruoli fino a diventare senior vice president di Amazon, impegnato oggi sulla crescita del brand sul mercato indiano: «Non cerco di essere umile quando dico che il successo di Amazon non è dipeso da me. Abbiamo assunto persone innovative e competenti. Il mio giudizio non sempre è stato infallibile. Per esempio, ero molto scettico sulla produzione dei Kindle, venivo da Amazon e sapevo quanto rischioso fosse costruire hardware. Me ho parlato con Jeff Bezos, che così ha risposto ai miei dubbi: “Ok non sappiamo come costruire hardware, ma impareremo”. Aveva completamente ragione».

Torna in Italia per due anni gratis. Diego aiuterà il nostro Paese a digitalizzare le sue strutture e non percepirà uno stipendio per farlo. La nomina di commissario durerà due anni. La trattativa tra lui e il Governo è stata svelata da dei tweet che Steve Bezos ha inviato al presidente del Consiglio, Matteo Renzi: «Siamo fieri di Diego. Grande cosa per l’Italia» scrive Bezos sul suo profilo ufficiale.

Cosa ho imparato in Amazon. «Tre lezioni. 1) Mai dire che una cosa non funzionerà mai. 2) Le grandi idee arrivano solo se hai una struttura che funziona, pensiero innovativo, trasparenza, autocritica, una visione su lungo termine. 3) Non volere ottenere subito risultati e mettere i clienti sempre all’inizio. Le cose più importanti alla fine sono pensare in grande e concentrarsi sui clienti. Questo è la filosofia che applicherò nel mio lavoro in Italia».

Redazione

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