Startup: crearla in 10 step: i consigli di Gabriele, 23 anni, di Tutored

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23 anni e una startup valutata 3 milioni di euro. Gabriele Giugliano, laureando in marketing e comunicazione, è il Ceo di Tutored, startup che mette in contatto tutor che offrono ripetizioni online per esami universitari con studenti. La novità è che i tutor sono per la maggior parte studenti o ex che hanno già fatto quel determinato esame, conoscono il professore e le domande che andrà a fare e possono essere di supporto a chi andrà ad affrontare quella stessa situazione.

Online da un anno, la startup ha 70mila utenti registrati, ha ottenuto 460mila euro di finanziamento ed è attiva in Italia, a Londra, Berlino e New York: « Abbiamo fatto il pitch per presentarla, ma i presenti ci hanno riso in faccia, pensavamo che la nostra idea fosse troppo banale e non potesse monetizzare. Allora abbiamo creato una pagina Facebook e invitato amici che davano ripetizioni e studenti. Ai primi abbiamo chiesto: “Sareste disposti a spendere 5 euro al mese per avere una vetrina per guadagnare di più”. Cento hanno accettato di aiutarci. Nel secondo pitch di presentazione, abbiamo dimostrato che quell’idea “stupida” era già riuscita a fatturare, senza avere nemmeno un sito» racconta Gabriele a Millionaire. Qui la sua storia: http://bit.ly/1NpdePx

Con il suo aiuto vediamo quali sono i 10 passi per creare una startup, farla crescere e portarla all’estero…

1. Vuoi l’idea giusta? Parti da te. «Per trovare l’idea giusta non devi andare troppo lontano. Noi siamo partiti da noi stessi, dalla nostra esperienza di studenti universitari. Da un target di riferimento di cui conoscevamo i bisogni. La chiave per riuscire è sempre focalizzarsi sulla risoluzione di un problema. Più facile se parti da te stesso».

2. Parla con tutti e trasmetti entusiasmo. «Mai nascondere la propria idea. Non serve, soprattutto online. Quando vai sul web c’è sempre il rischio che rubino la tua idea o facciano qualcosa di simile. Meglio focalizzarsi sull’offrire il prodotto o servizio migliore. Una volta avuta l’idea di Tutored abbiamo iniziato a parlarne con tutti, molti ci hanno dato feedback che sono stati essenziali per la buona riuscita del progetto».

3. Fai qualcosa di veloce per validare il progetto. «Vai online nel più breve tempo possibile e capisci se c’è risposta del mercato. Inutile spendere tanti soldi in questa fase. Noi siamo partiti con una pagina Facebook e una versione beta molto arrangiata. Nessuno riesce a essere perfetto dall’inizio. Anche la prima versione di Facebook era uno schifo, se paragonata a quella di oggi».

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4. Forma un team disposto ai sacrifici. «I miei compagni di viaggio li ho trovati per caso, partecipando a un contest per startup (Innovaction Lab). Il resto del team (oggi siamo dodici tra sviluppatore, addetti al customer care, responsabili finanziari, grafici ecc…) lo abbiamo formato tramite colloqui. Non è facile creare una squadra. La vita di una startup è estenuante: a volte si lavora dalle otto alle 20 ed è difficile trovare persone disposte a fare tanti sacrifici. Molti ti diranno di no, molti rifiuteranno i mille euro al mese che offri. Ma troverai anche gente affascinata dal progetto che saprà calarsi perfettamente nei panni di uno startupper».

5. Per trovare soldi, poche regole semplici. «Ogni investitore, che tu venda scarpa o un servizio online, vuole sapere due cose: quanti soldi riuscirai a fare e in quanto tempo. Questo vuol dire preparare un business plan, con un piano marketing e uno finanziario credibile. E saperli presentare. Occhio all’emotività, può giocare brutti scherzi durante un pitch. Meglio andare preparati».

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6. Vita in un incubatore. «Un incubatore valido ti aiuta a ottenere una metodologia di lavoro che un ragazzo appena ventenne non ha. Quattro mesi in un acceleratore equivalgono a 10 anni di università. Poi ti offre un network (di professionisti, investitori) da cui puoi attingere in futuro. Ma attenzione: un incubatore ti offre solo gli strumenti. La partita la vinci o la perdi sempre tu».

7. Vuoi crescere? Misura il tuo lavoro sempre. «Ogni due settimane ci riuniamo e discutiamo di ogni aspetto (tecnico, marketing, customer care). Valutiamo lo stato delle cose, quello che è stato fatto di buono e gli errori e dove bisogna rimediare. Per crescere ci vuole analisi e un’ambizione che non deve mai mancare. Tutored è nato come la piattaforma delle ripetizioni, ma non vogliamo fermarci qui. L’obiettivo è diventare un social network che facilità l’organizzazione dello studio. In altre parole, non fermarti alle certezze che hai. Se vuoi crescere esplora altri campi, che servizi in più puoi offrire e come».

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8. Impara a spendere bene i soldi. «Metti che hai ricevuto 400mila euro. E che con quei soldi devi gestire un anno di attività. Come puoi fare a non finirli subito? Innanzitutto, dividi quei soldi per le macroaree del tuo business (marketing, sviluppo, customer care). E impara a gestire gli imprevisti. Abbiamo iniziato con una startup che costava 2, 3mila euro al mese. Adesso i costi di gestione sono 10 volte più alti. Se hai deciso di spalmare quei soldi in un anno di attività, all’ottavo mese muoviti per cercare altri finanziamenti con metriche alla mano, dimostrando di avere ottenuto grandi risultati con il primo investimento. Non aspettare di esaurire il tuo budget per cercare nuove risorse. Muoviti in anticipo».

9. Raggiungi una massa critica prima di espanderti. «Prima di andare su altri mercati assicurati di aver raggiunto una buona massa critica nel tuo mercato di riferimento. Espandersi può consolidare il tuo business e aumentare utenti anche nel tuo Paese. Un esempio? Con l’apertura al mercato inglese offriremo tutor madrelingua a chi vuole fare ripetizioni di lingua per un esame. E un servizio per gli Erasmus che prima di partire potranno già conoscere gente sul posto».

10. Non cadere nel clima di disfattismo e resta umile. «”In Italia non si può fare business, non si può fare una startup, meglio andare all’estero”, quante volte hai sentito frasi del genere? Uno startupper non deve cadere vittima di questo clima di disfattismo. Certo le cose sono complesse ma si possono fare. Ci sono opportunità. Un servizio simile a Tutored esiste negli Stati Uniti da più di 10 anni. Insomma, se fossi nato in America non avrei potuto lanciare la mia startup. Poi bisogna restare umili. Ti ritrovi a 20 anni con una startup valutata 3 milioni di euro, puoi anche perdere la testa. Invece bisogna restare con i piedi per terra. Quello che hai oggi puoi perderlo in poche settimane di cattivo lavoro».

INFO: https://www.tutored.it/

Giancarlo Donadio

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